SVETLANA SIMAKOVA

Ciao, amici! Il mio nome è Svetlana Simakova.

Sono un’italomane e un’esperta, tanto appassionata d’Italia. Raccolgo le storie, i destini, i caratteri, i dettagli. Sono una collezionista delle piccole e grandi gioie della vita quotidiana. Sono un’amante della vita e dell’umanità, e l’autrice dei progetti “In ricerca di un’altra Italia”.

Sono russa, vivo in Russia in una piccola città provinciale nei Monti Urali. Allo stesso tempo giro spesso l’Italia, scoprendola dal lato diverso, sconosciuto per molti russi. Viaggiando, faccio gli appunti del belpaese, dei suoi abitanti e gli chiedo a raccontarmi le storie della loro vita.. Non sono una professionista nel ambito di traduzione oppure giornalismo, ma lo faccio innanzi tutto per l’imperativo della mia anima.

Ecco direi che sia un paradosso della mia vita ma anche una dimostrazione come i veri desideri ed i sogni possono realizarsi in un modo più incredibile.

Non mi sforzo quando mi conosco con i venditori, pescatori, musicisti, banchieri e perfino sindaci. Faccio molte domande e ricevo le risposte. I nostri discorsi sono sempre molto vivace: parliamo con una grande passione, gesticoliamo cercando a scombiare l’ impressione sia verbale che non verbale. Dei quelli discorsi  nascono le interviste dell’amore, della bellezza, del mistiere di tuttal  vita e della vita com’e’, di tutte le altre cose. Sento che qui dovrei mettere i puntini di sospensione.

GLI ITALIANI, CHI MI ISPIRANO

Prima di tutto voglio dirvi un segreto. In Italia gli italiani non ci sono. Gli stranieri vedono l’Italia come un paese unito, e per loro i propri abitanti sono sempre italiani. Certamente se si incontra un italiano all’estero, dirà “Sono un italiano, un italiano vero.” Però all’interno la penisola incantevole gli italiani smettono di essere italiani e diventano i romani, i napoletani, i parmigiani, i pugliesi, e così via.

Ho scelto i protagonisti, di cui state per fare la conoscenza, in modo molto soggettivo, spesso ad intuito, fra i conoscenti casuali, i buoni o veri amici. Quelle sono le persone le cui qualità singolari e competenze mi hanno affascinato. Sono quelli che mi hanno colpito con la profondità dell’anima e con l’opinione particolare. I loro hobby mi hanno appassionato, il loro lavoro e la loro vita mi hanno incuriosito. Questi sono gli italiani ordinari: il ristoratore romano; il proprietario di una fabbrica di mobili ed è una guida alpina per giunta, parmigiano; il gelatiere e rapper, tutto in uno, pugliese; il giovane musicista che suona il didgeridoo e viene dal tacco dello Stivale; il dirigente dell’Ufficio Istruzione del Consolato Generale d’Italia a Mosca, siciliano, e molti altri. La geografia è impressionante, proprio come la bellezza dei caratteri, degli opinioni, delle biografie.

LE MIE INTERVISTE ITALIANE

Mi piace le persone, mi interessano molto. Comunicare con la gente mi rende felice. Se l’interlocutore si rivela intelligente, profondo, istruito, con il senso dell’umorismo, per soprammercato vado in estasi e visibilio. Le conversazioni con i vis-à-vis interessanti si potrebbe definire un mio hobby, una passione. Ma in realtà è molto più grande, più ampio, più complesso. Non faccio le domande per soddisfare la mia curiosità oziosa, ma le uso come strumento per raggiungere il profondo dell’anima, dove senz’altro si nascondono degli enigmi e delle scoperte incredibili. C’è un immenso Universo nascosto dentro ogni essere umano. Allora, sembra che io, in un certo senso, scopra dei nuovi Universi. Però non sto dicendo che il merito è tutto mio: queste scoperte sono il risultato di un processo sempre reciproco, di una collaborazione di due cuori. Tutti gli opponenti sono i miei coautori. Durante i nostri dialoghi sinceri nasce la verità: la verità interiore del mio interlocutore e la verità dentro me stessa.

Amo l’Italia e gli italiani. Studiando le guide, e anche guardando le crepe nell’intonaco dei muri medievali o le venature sulla coscia marmorea di Apollo, oppure mangiando una pizza deliziosa in un autentico ristorante, comunque non si riesce a concepire appieno il luogo. Perché l’Uomo = il Luogo. Il Luogo = l’Uomo. C’è un libro, “Genius Loci,” scritto da Petr Vail e Alexandr Genis. Gli autori affermano che un genio non sarebbe mai esistito se non avesse assorbito lo spirito del luogo di nascita, abitazione, magnetismo. Ma lo vedo in un modo un po’ diverso: ogni “genio” (chiunque è un genio in un certo campo) ha il suo luogo da dove attinge forza, ha la sua fonte di ispirazione, di gioia, di energia vivificante.

Ho una piccola tradizione: quando intervisto, sempre chiedo al mio interlocutore di dirmi qualcosa della loro patria. Dopo la richiesta noto con allegria quanto ispirata diventa la persona e come le brillano gli occhi, pieni d’amore. Poi, come sempre, il mio vis-à-vis mi rivela qualcosa di nuovo e recondito riguardo alla sua terra natale. Ormai si concentra su altre cose, più importanti. Non sono più solo una viaggiatrice — divento un’amica che è accompagnata, con premura e affetto, durante un giro immaginario per i luoghi impregnati dei ricordi d’infanzia. I miei intervistati, i veri geni del luogo, mostrano e raccontano il più bello della loro terra natale, trasmettendo con cura il proprio spirito.

Con l’Amore,