CHI SEI, SIGNORE DIPLOMATICO? L’INTERVISTA CON IL PROFESSORE GIUSEPPE LO PORTO

L’INTERVISTA CON DIRIGENTE SCOLASTICO DEL CONSOLATO GENERALE D’ITALIA A MOSCA

Il Fato a volte usa metodi divertenti per portare una persona dove è predestinata ad essere, dove scoprirà il nuovo, troverà quelle persone più importanti, imparerà le lezioni di vita. Ho conosciuto Giuseppe Lo Porto un paio di anni fa. La mia amica, direttore di un piccolo cinema a Chelyabinsk (il posto dove di solito si svolge Russia-Italia Film Festival), mi ha chiamato e mi ha chiesto di fare l’interprete per una persona importante durante qualche piccola riunione. Il mio primo pensiero era “A me? fare l’interprete??” Mi si è gelato il sangue, “Ma non ho l’istruzione e le abilità professionale. Non sono una traduttrice affatto. Il mio amore per l’Italia e la conoscenza media della lingua italiano non mi aiuteranno. È una responsabilità troppo grande.” Senza dubbio ho acconsentito ad aiutarla. Ma veramente, sarebbe un crimine non approfittare dell’occasione che la vita ti da — soltanto così sì può mostrarsi in tutta la sua gloria!

Così ci siamo incontrati con Giuseppe nell’atrio di un albergo prima della riunione “piccola” dove c’era un centinaio di persone, incluso il rettore dell’Università Pedagogica di Chelyabinsk e il Ministro dell’Istruzione della regione di Chelyabinsk. È andato tutto per il meglio. Non ho dovuto imparare i fondamenti dell’interpretazione simultanea — ho trovato un interprete tra i docenti universitari. Ho avuto il piacere di accompagnare Giuseppe durante i suoi spostamenti, durante gli incontri, e anche risolvere alcune questioni organizzative.

La parola “piacere” può generare scetticismo — come si trova piacere osservando il lavoro di un funzionario? Rispondo, è un vero piacere guardarlo mentre fa il suo lavoro con maestria, notare i suoi occhi illuminati dall’amore e il modo in cui la gente diventa entusiasta e gioiosa nella sua presenza. È un piacere imparare dal professionista l’arte di svolgere le negoziazioni e di contenersi. È un piacere ragionare sui vari argomenti. E alla fine è un piacere riuscire a vedere la personalità del signore lindo che indossa un abito sobrio e ammirare la scala di questo Universo.

Si sembrebbe che nell’equazione dove “x” e’ un diplomatico italiano di un livello alto che viene da Mosca e “y” sta per un’esperta d’Italia, appassionata, chi e’ da una provincia e chi si diletta a scrivere, sia impossibile mettere un uguale. Però nel nostro caso l’amicizia è la soluzione di questa equazione.

Un anno dopo esserci conosciuti. Ho incontrato Giuseppe di nuovo a Chelyabinsk, alla cerimonia dell’apertura del Russia-Italia Film Festival. Mentre chiacchieravamo davanti al caffè, con tanti scherzi e risate, è nata l’idea di questa intervista.

Infatti, e’ vero che i rappresentanti del corpo diplomatico sono assomoglianti a Zeus e Giove: governano il mondo, plasmano il destino dei popoli, dirigono i tuoni e i fulmini, oppure…?

Svetlana: Comincio da una confessione: mi sento felice quasi sempre. Felice, perche incontro nella strada della mia vita le persone incredibili, interessanti, intelligenti. Le persone con i cuori aperti. Le persone piene della vita e della felicita’. Accetto con un ringraziamento questi incontri-regali del destino. Imparo ai miei vis-a-vis. Guardo attentamente negli occhi dei miei interlocutori. Sento attentamente nelle loro parole. Leggo attentamente le loro anime. Chi e’ questa persona davanti a me? quale strade la portavano qui? Perche ci siamo incontrati? Cosa posso imparare dal mio interlocutore? Cosa posso prendere con se dopo il nostro incontro? Fare queste domande e ricevere le risposte dalle persone secondo me e’ un modo ottimo per capire meglio la vita, conoscere i posti nuovi, ma prima di tutto conoscere meglio se stessa. Non c’e’ niente di piu’ bello. Giuseppe, sono felice di conoscerti. E ti ringrazio per la il tuo consenso di rispondere alla mie domande.

Giuseppe, hai mai pensato di essere un diplomatico e lavorare in Russia? O sei stato il Dirigente scolastico di Consolato Generale d’Italia in Mosca per volere del destino? Quale strada ti ha portato qui?

Guiseppe: Innanzitutto ti ringrazio per questa intervista. Per me è un vero piacere, oltre che un grande onore, poterti rispondere. Il piacere è dato dal fatto che sei una persona limpida, solare, allegra e piena di energia. L’onore deriva dal sapere che una donna intelligente e preparata come te vuole dedicare un po’ del suo tempo ad approfondire la conoscenza su di me. E adesso iniziamo con le risposte!

Giuseppe: Sin da ragazzo ho avuto una grandissima curiosità che mi ha spinto a conoscere nuove realtà e nuove culture. In effetti io non sono un diplomatico ma sono un dirigente dello Stato italiano che lavora per la diplomazia culturale. Ho sempre desiderato di fare un lavoro che mi portasse a confrontarmi con sistemi scolastici e culturali diverso dal mio e quando ho saputo che sarei potuto venire in Russia ho accettato con grandissimo entusiasmo. Non so dirti se il mio arrivo a Mosca sia stato dovuto al destino o alla casualità. Di certo ho studiato molto per ottenere questo lavoro che mi dà tantissime soddisfazioni!

In visita alla Biblioteca V. Bianchi a Mosca

Svetlana: Di che cosa sognavi da bambino? Mi sembra, che i ragazzini sognino di professioni eroiche come, ad esempio, un pompiere. E’ interessante di che cosa sognavano gli uomini adulti, bravi, realizzati nella vita quando erano i ragazzi.

Giuseppe: Da bambino sognavo di fare l’esploratore, scoprire nuovi mondi e conoscere persone diverse da me. Da ragazzo ho cominciato a studiare le lingue e le letterature straniere ed ho sperato di fare un lavoro che mi permettesse di viaggiare. Adesso che sono grande sogno di diventare un vero politico, in grado di aiutare la mia gente a realizzare i propri sogni. Credo che sia molto importante mantenere sempre la capacità di sognare ad occhi aperti, di essere ambiziosi, di volere crescere e migliorarsi.

Svetlana: Per la gente semplice fare il diplomatico e’ come essere un Dio su Olimpo. E’ qualcosa di poco comprensibile, ma impressionante. Scopri per favore il “mistero” del tuo lavoro.

Giuseppe: Lavorare nella diplomazia è un privilegio, è vero! Sei sempre al centro dell’attenzione, hai tanti vantaggi e puoi conoscere il Paese in cui ti trovi attraverso le personalità più importanti (politici, amministratori). Il nostro lavoro è di grande responsabilità, sei sempre osservato da tutti e devi mostrare il meglio della Nazione che rappresenti. Io che mi occupo di diplomazia culturale, ad esempio, devo essere sempre preparato sulla cultura della mia Italia, dovunque mi trovi e con chiunque parli. Quindi devo studiare letteratura, arte, architettura, cultura generale, sport, spettacolo, cinema, moda, design….Tutto questo mi fa trascorrere tutto il  tempo tra i libri ed in giro per la Russia. Inoltre, essere un diplomatico significa anche essere sempre in forma ed elegante anche se, a volte, vorresti andare in giro in jeans e maglietta!

L’intervista per la TV alla cerimonia dell’apertura del Russia-Italia Film Festival a Celyabinsk

Svetlana: Posso supporre che i sistemi educativi nei nostri paesi siano diversi. Secondo te il sistema educativo in Russia cosa puo’ far proprio dell’Italia? E quali vantaggi della nostra educazione possono essere utili per voi?

Giuseppe: Il sistema educativo italiano si basa molto sulle conoscenze e sulla capacità di sviluppare il ragionamento partendo dalla teoria. In questo senso esso è abbastanza diverso dal sistema inglese, americano e dei paesi nordeuropei. I nostri studenti studiano la logica e la filosofia in quasi tutti gli indirizzi di scuola superiore e questo potrebbe essere applicato anche nelle scuole russe. Per quel che riguarda il sistema educativo russo, è davvero molto interessante notare come venga dato grande risalto allo studio delle tradizioni, della musica e dell’arte. Questi sono aspetti che la scuola italiana ha un po’ messo da parte, purtroppo!

Svetlana: Sento sempre sensibilmente la gioia interna di una persona. Ho visto come sorridevi osservando gli spettatori di Russo-Italiano Film Festival. Ho notato come raccontavi con grande piacere della lingua italiana e dell’Italia alle scolari e agli studenti. Mi sembra di non sbagliarmi se suppongo che tu ama il tuo lavoro. Giuseppe qual è il tuo segreto? Condividi per favore la tua ricetta come ricevere un piacere dal lavoro.

Giuseppe: Ho sempre detto a me stesso che per far bene qualcosa devi farlo con interesse e passione. Qualsiasi lavoro io abbia fatto nella vita l’ho svolto con grande passione (professore, dirigente, diplomatico culturale). Questo è il mio vero piccolo segreto. A me piace studiare, informarmi, cercare sempre nuovi obiettivi, rendermi utile per gli altri. Segui le tue passioni e vivrai felice, semplice no?

Piazza Rossa, Mosca

Svetlana: Confessa, che prima di venire in Russia imaginavi degli orsi sulle nostre strade e degli uomini con la balalaika e vodka? (sorrido).

Giuseppe: No, ho sempre pensato che la Russia fosse un Paese serio e freddo. Ho scoperto che è un Paese fatto di persone serie che sanno divertirsi, tecnologicamente avanzato e con grandi possibilità di sviluppo. Insomma, la Russia  è calda dentro…fuori in effetti rimane molto fredda per un siciliano!

Svetlana: Qual’e’ stata la tua prima impressione della Russia? Quali “miti” della Russia si sono rovinati dopo il tuo trasferimento?

Giuseppe: Ricordo che appena entrato in città ho sorriso nel vedere il cartello che indicava il mausoleo di Lenin con accanto il cartello che indicava McDonald. Ho subito pensato che tutto ciò che avevo studiato per tanti anni relativo all’Unione Sovietica, alla lotta contro il capitalismo occidentale, contro i miti del consumismo…erano definitivamente finiti per colpa del McDonald e del gusto orrendo dei suoi hamburger. Negli anni settanta e ottanta, quando io studiavo, la Russia era descritta nei libri come Paese bellissimo e  affascinante ma con uno stile di vita molto rigido, eccessiva serietà e rigore. Da quando vivo e lavoro in Russia ho visto che molti di quegli aspetti si sono ridotti ed oggi i Russi, soprattutto le generazioni più giovani, sono sempre più simili a noi occidentali.

Svetlana: I miei amici italiani mi chiedono abbastanza spesso “Svetlana i russi cosa pensano dell’Italia e degli italiani?”. Cerco sempre a rispondere sinceramente e con l’amore perche amo sia la Russia che l’Italia con tutta l’anima. Forse oggi tocca a me a chiedere “Giuseppe cosa pensano gli italiani della Russia?”. A volte e’ utile e interessante conoscere l’opinione dell’altra parte.

Giuseppe: Sarò ripetitivo ma io ho sempre sentito parlare bene di voi Russi in Italia. Forse noi italiani conosciamo poco la vostra realtà, anche perché gli italiani siamo poco abituati a viaggiare e se andiamo all’estero cerchiamo sempre il mare. Ecco, una delle cose che gli italiani ci chiediamo su voi russi è: ma come fate a vivere bene se non avete il mare e le montagne così vicine come li abbiamo noi?

Paesaggi russi

Svetlana: Cosa ti stupisce e meraviglia di piu’ durante i tuoi viaggi per le citta’ russe?

Giuseppe: La prima cosa che mi stupisce molto è…che ci sono tantissime città in Russia! Non scherzo, noi italiani crediamo che le uniche città russe siano Mosca e San Pietroburgo. Invece io sto scoprendo tantissime grandi e belle città, affascinanti e piene di storia. Ogni città russa che visito ha qualche caratteristica particolare che mi incuriosisce. Ho avuto la fortuna di averne già visitate per lavoro almeno quindici, più altre città visitate come turista, ed ogni volta scopro nuove caratteristiche della grande Russia. Ovviamente le vostre città sono diverse dalle nostre e la prima cosa che noto è che…non c’è il “centro storico”, cosa che per me che sono italiano è molto, ma molto strana!!

Svetlana: Quest’anno sei stato il candidato al sindaco di Castellammare del Golfo. Quali sono stati i motivi della tua decisione di provarti nel campo di politica, come sindaco?

Giuseppe: Un giorno mi è arrivata una telefonata da un amico che mi diceva che tanti giovani della mia cittadina volevano me come loro candidato. Ho subito provato una grandissima emozione e senso di responsabilità: tanti ragazzi, giovani, adulti che, pur non conoscendomi bene (vivo lontano da casa da diversi anni) si fidavano di me e delle mie capacità e mi volevano come loro leader non potevo deluderli. Quindi ho capito che, pur essendo un grande sforzo fisico ed economico, dovevo accettare. E così mi sono lanciato in questa splendida avventura.

Svetlana: La campagna elettorale e’ finita. Hai ricevuto un’esperienza nuova. Condividi le tue impressioni, emozioni, scoperte.

Giuseppe: Per tanti anni avevo svolto un lavoro che mi portava a parlare con le persone di fatti collegati alla professione, alla cultura, alla diplomazia. Quando tenevo le mie conferenze non avevo bisogno di convincere le persone: loro venivano ad ascoltarmi perché sapevano che ero preparato o perché…ero il loro capo! La campagna elettorale è stata un’altra cosa. Ogni giorno facevo dei comizi nelle piazze per convincere le persone sui nostri programmi, per spiegare le mie idee politiche. Andavo in giro per le strade a parlare con la gente, ad ascoltare i loro problemi, a conoscere nuove realtà. Sono stati due mesi pieni di attività nuove e stimolanti, che mi hanno dato tantissima energia e mi hanno fatto ancor più capire che la politica è il sale della vita e che chi vuole fare politica deve, innanzitutto, capire i problemi della gente, ottenere la fiducia e fare tutto il possibile per essere al servizio della propria comunità.

Svetlana: Penso che tu sia nato di essere un politico. Sono sicura che se continuerai a cercare te stesso nella sfera politica, ti aspettera’ un successo. Ho notato che durante la campagna elettorale la gioventu’ ti ha fatto un sostegno. Mi sembrava che i giovani fossero abbastanza inerti nelle loro manifestazioni politiche. Come sei riuscito a riunire giovani attivi e interessati intorno a te? Hai una ricetta “magica”?

Giuseppe: No, nessuna ricetta magica, soltanto entusiasmo, sincerità, allegria, serietà, impegno, progetti veri e seri. I giovani hanno bisogno di certezze e di fiducia. Io ho provato a mettere a loro disposizione la mia esperienza ed il risultato è stato una grande sintonia e lo sviluppo di un’associazione che, sono sicuro, crescerà sempre più ed otterrà grandi risultati nel campo sociale culturale politico.

Svetlana: Canti nel gruppo con il nome di “La Banda”. Bel nome! A volte dico al mio figlio per sostenergli nei momenti difficili “Perche io e te, noi siamo la banda”. La vostra “La Banda” canta e suona gli strumenti musicali? O solo canta? Cosa cantate? Cantate per voi, per il vostro proprio piacere? O avete una espirienza di esibirvi sul palcoscenico davanti ai spettatori?

Giuseppe: La mia “banda” è formata da quattro italiani che suoniamo e cantiamo canzoni italiane d’autore degli anni ottanta e novanta. Abbiamo anche fatto due bei concerti: uno presso la biblioteca Dante Alighieri di Mosca e l’altro, meraviglio, in occasione della festa di Natale per gli italiani ed russi che abbiamo organizzato nel salone delle feste dei magazzini GUM a Natale…c’erano più di ottocento persone, e si sono anche divertite!

Svetlana: Cos’e’ per te la musica: un desiderio di riempire l’anima di gioia, un modo di esprimerti, una possibilita’ di sostenerti stesso o qualcosa altro?

Giuseppe: La musica è espressione di me stesso: quando canto io riesco a respirare bene, mi sento leggero, vivo, allegro. La musica è per me la migliore medicina per curare l’anima, per combattere contro lo stress quotidiano. Forse, però, a volte creo stress a chi mi ascolta!!!

Svetlana: Vivendo a Mosca per il lungo periodo, ti senti a volte la solitudine? Come lo superi?

Giuseppe: Mosca è una città che offre tantissime attività culturali e sociali. Inoltre c’è anche una bella comunità di italiani con i quali mi vedo spesso e sviluppiamo interessanti iniziative. Certo, durante le lunghe serate invernali, mi capita a volte di soffrire un po’ la fredda solitudine. Per fortuna con skype e whatsap posso essere sempre in contatto con le persone più care che ho in Italia ed all’estero (i miei figli vivono tra Londra e Parigi!).

Mosca invernale

Svetlana: La tua pagina su Instagram si chiama “secondhalfofcentury”, “la seconda parte di secolo”. Il nome mi ha fatto sorridere e mi ha fatto vedere il tuo rapporto filosofico e abbastanza umoristico con l’eta’. Come sono cambiate le tue visione e sensazione d’eta’ nei prossimi 50 anni della vita? Come è cambiata la tua vita dopo le 50? Come si vive nella “second half of century”?

Giuseppe: Per me è cambiato solo che da “first” sono passato a “second” half of century. Mi sento bene, sono allegro e contento come prima. Vivo esattamente come quando avevo trent’anni, con qualche chilo in più, molti capelli in meno…ma tantissima esperienza di vita che mi aiuta a sorridere anche quando vedo soltanto spuntare una nuova foglia in una delle mie piante nell’appartamento. La vita è una continua sorpresa, a vent’anni o ad ottant’anni!

Svetlana: Cosa ti rende felice?

Giuseppe: La felicità è per me un sentimento “sociale”. Mi rende felice stare con persone allegre oppure dare serenità ed allegria a chi mi sta attorno. Mi rende felice aiutare, anche con piccoli atti, chi ha bisogno. Essere utili, essere al servizio degli altri è la sensazione più bella che si possa provare. Che senso ha cercare di arricchirsi a tutti i costi per poi non poter condividere la felicità con gli altri. Io ho avuto dalla vita tanta fortuna e spero davvero di poterla condividere con chi mi sta accanto!

Svetlana: Ho la tradizione personale: quando prendo l’intervista da un italiano, chiedo sempre al mio interlocutore di raccontare della sua terra native. E in questo momento vedo come una persona “fiorisce”, come i suoi occhi divampano dell’amore. Dopo una persona mi apre sempre qualcosa di nuovo, intimo della sua terra-madre. Gli accenti cambiano. Smetto di essere un viaggiatore, ma divento un amico, quale accompagnano per i loro luoghi natali. Mi fanno vedere “l’anima” vera del posto. Giuseppe sei un siciliano. Racconta qual’e’ la tua Sicilia? Cosa significa per te la tua terra-madre? Racconta per favore di Sicilia per farmi innamorare della tua isola.

Giuseppe: La mia terra è mare e sole, odori e colori, rumori e sapori…La mia terra è un vulcano di emozioni, che ti prendono sin dal primo momento in cui arrivi, ti abbracciano e ti accompagnano per tutto il periodo in cui resti lì. La mia Sicilia è un’isola, anzi tantissime isole all’interno di una grande e meravigliosa isola. Potrei raccontarti della storia di circa 3.000 anni di molte nostre città (Siracusa, Palermo, Catania…); potrei descriverti lo splendore dei monumenti fenici, arabi, romani, greci, normanni; potrei dirti che il nostro sole è più luminoso che in altri posti, che il nostro mare è più azzurro, che i nostri alberi sono più verdi; potrei dirti che quando sono in Sicilia persino lavorare sembra una vacanza. Ma per potere davvero capire di cosa sto parlando non puoi fare altro che venire da noi ed innamorartene!

Svetlana: Sulla tua pagina di FB e’ scritto che la tua residenza e’ adesso la citta’ Castellammare del Golfo. Quindi senti questa piccola citta’ siciliana (ho letto dei 14577 abitanti della citta’ 🙂 ) la casa tua? Uso la parola “casa” in senso di un posto dove la tua anima si sente bene. Quale  per te e’ questa sensazione di casa?

Giuseppe: La mia casa è ovunque io sto bene, a Mosca, a Roma, a Palermo, a Londra…Ma a Castellammare del Golfo io ho il cuore, oltre che l’anima. Lì io tornerò perchè in quel luogo io sono davvero completo. Castellammare del Golfo è il mio porto sicuro, dove arrivo e riparto, dove porto i miei pensieri ed i miei ricordi. Da Palermo inizia la mia storia e a Castellammare continua e si concluderà.

Svetlana: Giuseppe, ti ringrazio per il tempo dedicato a rispondere alle domande, per le parole calde indirizzate a me. Ti ringrazio per la tua fiducia, sincerita’, il tuo senso dell’umorismo. Ho visto solo piccola parte delle profondita’ e bellezza della tua anima ma sono ammirata di te.

Nella pubblicazione sono usate le foto dall’archivio personale di Giuseppe Lo Porto, trenne le ultime due.

 

2 commenti

  1. Natalia, ti ringrazio per le parole calde e per il sostegno! Un abbraccio 🙂

  2. l’intervista splendida! proprio da leggere, sull’esperienza della vita di una persona importante e cosi sincera! Dopo leggere si vuole subito andare in Sicilia! Grazie mille, Svetlana, per scoperto delle persone cosi particolari!

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