L’ITALIA CHE AMO

Un modo semplice di ricevere una risposta – fare la domanda.

(Un proverbio).

Mi chiedono spesso “Perche l’Italia?”. “Davvero, perche? – Penso io. – Perche ne Portogallo, ne Australia, ne Isole Galapagosse?».

Forse perche Celentano a un film «Il bisbetico domato » ballava cosi allegro, sorrideva cosi affascinante, tagliava la realta’ per una aventura sul sfondo dei belli paesaggi? Che sono stata una ragazzina di 11 anni, sono stata incantata della carisma di Celentano e ho creduto alla dolce vita’?

Forse perche alla vita’ scorsa sono stata una italiana o un italiano? E l’amore ai posti nativi e’ penetrata tra alcune immedesimazione?

O perche ogni di noi ha il suo posto alla Terra, dov’e’ la sua anima, dov’e’ il suo cuore? E li’ si alleta insopportabile in ricerca di se stesso?

Dov’e’ la mia anima (foto del mio amico italiano Paolo Gepri)

Alla visita ordinaria in biblioteca muovevo il dito sui dorsi dei libri – con mitezza “tum-tum-tum” sulle “schiene” convesse di cartone. Succede, che un libro cade stesso sulle mie mani. O mi attaco dello sguardo alla lettera forbita di un titolo e tiro un libro fuori da una prigionia stipata del scaffale. O un bibliotecario mette un volume-“briscola” sulla tavola: “Specialmente per Lei, Svetlana”. Cosi cominciano i rapporti facili, l’amicizia forte o una storia tra me e un libro piena delle passione. I libri sono i miei oracoli. Rispondono spesso alle domande difficile, quando aprono sulla quella pagina, sulle stesse parole necessarie e importante.

Anche questa volta tra le copertine diverse ho liberato con un intuito un libro. La copertina e’ una foto nera-bianca con una macchia rossa della porta. Ho letto un titolo e ho sorriso senza meraviglioso, ma con un fatalismo – “La novella italiana. XXI secolo. L’inizio”. Di nuovo Italia. Perche Italia? Perche amo cosi forte questo “stivale” con un tacco a un “ombelico” di Mare Mediterraneo? Ho trovato la risposta sulla pagina 153 in una novella di Franco Arminio “Italia che sto cercando”.

Il passato sulle pareti

“Mi piace un’Italia felicemente sconclusionata, mai compita, sempre un’po indisciplinata ai doveri dell’epoca. […]

L’Italia che amo e’ quella che non sa niente di se’, che non si sente ricca ne’ povera, che non si vanta e non si lamenta, un’Italia che appare a lampi su strade periferiche, un Italia rimasta viva per un sbaglio, per le amnesia della politica, per i mancamenti del progresso.

Mi piace trovare un paese in pigiama o in pantofole, un paese che non si e’ lavato i denti, senza moine pubblicitarie, un paese indisposto e indisponibile. In una nazione del genere, in una nazione profundamente sconessa e disuntita e’ ancora bello viverci, perche la vita’ tiene ancora un suo sapore, una dolcezza da consumare senza colpe”.Secondo me e’ un’po utopistico, ma come risona con la mia anima.

Una citta’ dove ancora bello vivere

 Amo l’Italia perche la vita’ tiene ancora un suo sapore, una dolcezza da consumare senza colpe. Perche in Italia e’ la vita’ semplice e bella a un sorso di caffe’, a un sorriso di un pizzaiolo, a un sussuro tra il vento e delle pinie.

Италия, которую люблю
L’Italia che amo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *