IL PROFUMO DI MIMOSA

La primavera. Anche se in Russia la terra e’ ancora bianca di neve, anche se e in Italia la primavera assomiglia un’po al inverno e al autumno, ma la primavera e’ venuta. Sentite? Io sento e sorriso. Mi piace la primavera, perche io sono la primavera 🙂

Per me la primavera’ e’ un’aria speciale. Quando la Natura a un odore della terra scongelata aggiunge il vento fresco e un chiasso degli ucelli. Aggiunge i pizzichi generosi del sole carezzevole, le notine di gioia e di speranza. «Ehi, tutto sara’ in modo nuovo!» – i passeri allegri mi hanno informato stamattina.

Per me la primavera e’ l’Amore. Quando gli occhi brillano, il cuore batte solo perche la vita’ e’ bella. Anche perche qualcuno fa battere il tuo cuore e fa brillare i tuoi occhi.

Per me la primavera sono i fiori. Sopratutto i mazzi di mimosa. In Russia al inizio del marzo la primavera timida retrocede a volte davanti al’inverno domato. Ma lascia i segni gialli di speranza: “Sono qui. Non sono scappata. Tra poco di nuovo luccico del sole,  squaglio i cumuli di neve». Agli angoli delle strade gli uomini e le donne nelle pelliccie grosse vendono le mimose. Toccano con le dite grosse i rami fragili.

Il mio padre non poteva sopportare fino alla Festa delle donne il 8 Marzo. E ai primi giorni del marzo ha gia’ portato le bracciate di mimosa, una per la mamma, seconda – per me: “Per le mie belle donne”. Ed e’ stato mágico e festoso. Gli “uccellettini” gialli odoravano con delicatezza. Questo aroma sento sempre come un permesso della festa, dei miracoli. Fino a poco tempo secondo la mia idea la mimosa, il fiore fiabesco, ha cresciuto nei campi gialli di peluche verso l’orizzonte. Su questi campi saltavano i conigli bianchi in Capelli, indicavano una strada nel Paese delle Meraviglie. Altri elfi e fate si davano da fare in una nebbia di colore gialla per i suoi affari.

Una mimosa fragile

Un anno fa sono diventata a Roma e “a uno passo” dalla primavera. Era il  italiano febbraio solare e accogliente. Ho vissuto in Trastevere in un piccolo albergo vicino al Giardino Botanico “aruffato”. Una volta sono entrata al mattino romano “lavato” (la pioggia poco prima ha lucidato un lastrico) e ho sentito l’odore delicato di mimosa. L’odore della festa, l’odore della mia gioia dall’infanzia.

Un mattino romano lavato e… un cane

Ho girato la testa, le mimose non ho trovato. Solo le cime degli alberi verdi annuivano misteriosamente alla mia domanda silenziosa. “E’ sembrato, – ho pensato io. – Roma e’ una citta’ magica. Dispone al “salto mortale” romantici e al deja’vu. E sono andata a un bar all’angolo. L’odore non si e’ allontanato, mi imbaccucava a una sciarpa invisibile, mi allettava. Ho deciso di prendere un caffe’ con un brioche.

Un cappuсcino e un brioche

Quando ho svolazzato incontro al giorno nuovo, il sole felice e’ sprizzato sulle mie guance… e ho visto un grande albero tutto in pallini di piuma. Ho fatto una scoperta: la mimosa e’ un albero! Un gigante giallo con gli abitudini teneri e con il profumo della primavera.

Un gigante giallo

Ho fatto l’amicizia con lui. In ogni riunione l’ho acarezzato. Il “gigante” mi ha regalato un buon umore. E cosi la mia fiaba di primavera si e’ transformata in una bella realta’, dove al posto dei campi favolosi fino all’orezonte sono le stradine italiane con gli alberi gialli vicino, invece di elfi e fate sono gli italiani espressivi. Ma il profumo di mimosa e’ come prima: delicato e mágico.

Roma. Vicino a una bottega dei fiori.

AMICI, BUONA PRIMAVERA!

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